IL MIO OMICIDIO di Katie Williams

07.09.2025

Perché lo consigliamo?

Perché il romanzo riesce a fondere con originalità più generi: è un thriller psicologico con elementi di fantascienza, ambientato in un futuro prossimo dove la clonazione è realtà e la tecnologia pervade ogni aspetto quotidiano. La protagonista, Lou, è un clone di sé stessa, ricreata dopo essere stata vittima di un serial killer - un dispositivo narrativo che apre a riflessioni profonde sull'identità, la memoria e il corpo. Inoltre, temi come la maternità, la depressione post-partum e il peso delle aspettative sociali trovano una rappresentazione sincera e toccante.

Perché è un'opera intelligente e multilivello, capace di interrogare l'essere umano e il suo rapporto con la tecnologia. La fusione tra temi attuali, la trama originale e la scrittura efficace la rende una lettura viva, stimolante e adatta a chi ama i romanzi che restano impressi, non solo per la storia, ma anche per le riflessioni che suscitano.
 

Cosa ci è piaciuto di più?

Il ritmo serrato e scorrevole, che "costringe" il lettore a proseguire la lettura grazie a una scrittura efficace, ironica e mai banale e alla tensione ben calibrata. E il finale sorprendente che è un ulteriore motivo per leggerlo: offre una svolta inattesa che rende l'esperienza di lettura memorabile. 
 

C’è qualcosa che non abbiamo gradito?
 

Forse la tensione del romanzo non è "da brivido" ma è coerente e "sottile" e offre una lettura che lascia spazio alla risonanza emotiva e alle domande interiori. 


Frase da sottolineare:

“La tristezza era una cosa, ma la paura era un'altra. Non potevo farci niente, e non mi mollava.

La paura non aveva nome, quindi glielo davo io. Paura di calpestare la bambina. Di soffocare la bambina. Di lasciarla cadere. Di abbandonarla.

La paura non aveva forma, quindi gliela davo io. Era un lago, e io ero sott'acqua. Era un pavimento, e io ero sepolta sotto. Era una bocca, e la lingua mi schiacciava.

A nessuno piace sentir parlare di infelicità. Nemmeno io amo sentir parlare della mia. Dirò solo un'ultima cosa: ne sono uscita. Ho fatto un passo, poi un altro, poi un altro.

Dirò un'altra cosa ancora: voglio vivere."

 

Questo libro ci viene consigliato da Manuela Costantini. Questo libro è stato pubblicato in giugno 2023 da Bollati Boringhieri nella collana Varianti con la traduzione di Costanza Prinetti


Ultimi articoli nel sito

Perché Bellow riesce a trasformare la crisi di un uomo in una riflessione universale. In Herzog forma e contenuto coincidono: il continuo alternarsi di lettere, ricordi e pensieri restituisce il disordine della mente del protagonista. Più che raccontare una storia, il romanzo esplora cosa significhi vivere quando le certezze vengono meno e...

Si è conclusa con un incontro intenso e partecipato l'edizione 2026 di Fuori Pagina, la rassegna letteraria promossa dall'Associazione Culturale Quid e patrocinata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Giulianova, che per cinque settimane ha trasformato la bellissima Terrazza della Biblioteca Civica "Vincenzo Bindi" in un luogo di dialogo,...

Consigliamo L'analfabeta perché è uno di quei libri capaci di ricordarci perché leggiamo. Agota Kristof racconta la propria storia con una sincerità disarmante, senza indulgere nel sentimentalismo. Ogni pagina parla di identità, esilio, memoria e della fatica di ricominciare. È un libro piccolo nelle dimensioni, ma enorme nella capacità di...

Share