Sarà Raffaella R. Ferré, con il suo ultimo romanzo La meccanica delle ragazze, pubblicato da Colonnese Editore, la protagonista del prossimo appuntamento con l'Aperitivo Letterario di Quid, in programma venerdì 23 ottobre 2026 alle ore 19.00 al Caffè del Corso di Giulianova (Via Nazario Sauro, 140).
FIORIRA' L'ASPIDISTRA di George Orwell


Perché lo consigliamo?
Perché è un romanzo
attualissimo, pur essendo ambientato nella Londra degli anni Trenta. Al centro
c'è un tema che non smette di interrogarci: il rapporto tra individuo e denaro.
Il protagonista, Gordon Comstock, tenta una ribellione radicale contro una
società dominata dal "dio denaro": lascia il lavoro, rifiuta il compromesso, si
sottrae alla logica del "sistemarsi". Fa, in fondo, quello che molti di noi
hanno almeno immaginato. Ma Orwell non premia il suo protagonista, né lo
punisce dall'esterno: lo lascia implodere, mostrando come proprio il denaro che
Gordon disprezza diventi il pensiero dominante, ossessivo, inevitabile. È una
sorta di trappola a sé stesso, perché non si può davvero combattere ciò che ci
definisce, ignorandolo.
Cosa ci è piaciuto di più?
La radicalità dello sguardo con cui l'autore ci racconta il suo protagonista: Gordon è contraddittorio, egoriferito, irritante. E ci è piaciuto il modo in cui il denaro smette di essere un fatto economico e diventa una presenza mentale: condiziona ogni scelta, ogni relazione, ogni possibilità di felicità. E poi c'è l'aspidistra: una pianta domestica, quasi insignificante, che diventa il simbolo più preciso del conformismo borghese e della sua straordinaria capacità di resistere .
C’è qualcosa che non abbiamo gradito?
Il romanzo è a tratti
ripetitivo e volutamente ossessivo. Orwell torna più volte sugli stessi
pensieri, sugli stessi nodi, fino a logorare il lettore. Non è un romanzo che va
incontro al lettore ma chiede di essere seguito anche quando gira su sé stesso.
E questo, rende questo romanzo, onesto in maniera disarmante.
Frase da sottolineare:
«Ciò di cui si rese conto, e sempre più chiaramente col passare del tempo, fu che il culto del denaro è stato elevato a religione. Forse è la sola vera religione – la sola religione veramente sentita – che ci sia rimasta. Il denaro è ormai ciò che Dio era un tempo. Bene o male non hanno più significato se non nel senso di successo o fallimento. […]».
«Il decalogo è stato ridotto a due comandamenti. Uno per gli imprenditori – gli eletti, il clero monetario, per così dire –, "Guadagna quattrini"; l'altro per i salariati – gli schiavi e subordinati –, "Non perdere il posto"».
Proposta di lettura che arriva da Manuela Costantini.
Curiosità: L'esergo del romanzo è tratto dal capitolo 13 della Prima lettera ai Corinzi di san Paolo, sostituendo alla parola "carità" la parola "denaro": ove il testo biblico recita «la carità è paziente, è benigna; la carità non invidia...», il prologo orwelliano dice invece «il denaro sa resistere a lungo, ed è benigno; il denaro non invidia...».
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