ALZARSI PRESTO - IL LIBRO DEI FUNGHI (E DI MIO FRATELLO) di Sandro Campani

16.03.2025
Perché lo consigliamo?
 
Perché questo non è un romanzo vero e proprio, ma un breve e intenso memoir con il quale l'autore riesce a farci entrare tra i boschi dell'Appennino Tosco-Emiliano, mostrandoci i tanti aspetti della vita di un raccoglitore di funghi e tartufi.

E no, non è una guida. Partendo da questo espediente, Sandro Campani, ci racconta in modo molto confidenziale il suo rapporto con il fratello e con il padre che sono rimasti a vivere nei luoghi in cui lui è cresciuto.
 
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Cosa ci è piaciuto di più?

La capacità di Campani di narrare le piccole cose, di far sentire odori, suoni, colori e sentimenti. Le immagini rese dalle pagine sono vivide, così come è chiaro il dubbio che coglie l'autore, che può essere condivisibile, di aver sbagliato vita, di lasciarsi trarre in inganno dal finto benessere, che in verità scava e logora l’anima. Viene fuori quel senso di colpa tipico di chi ha scelto di vivere altrove, distante dalle proprie radici e dagli affetti.
 

Cosa non ci è piaciuto?
Nulla. È sicuramente un libro che spinge a voler cercare di vivere in mezzo alla natura e può indurre ad alzarsi presto per nutrirsi dei colori dell'alba immersi in mezzo ai boschi. In questo caso bisogna fare attenzione perchè esistono delle controindicazioni se non si è prudenti.

Una frase da sottolineare.

"Il bosco non sta lì per salvarci; non sta lì per controbilanciare la nostra perdizione e il nostro esserci votati al demonio della vita accelerata, per ricordarci che le cose contano, il contatto con la natura, e via dicendo; queste cose possiamo anche dirle, ma il bosco sta lì a prescindere da noi: ci precede e ci sopravviverà. Contiene una quantità di cose sconosciute che sono al di sopra della nostra portata; contiene un tempo più lungo del nostro, e più certo; un tempo che va indietro a quando noi non avevamo nemmeno consapevolezza di esistere, e un tempo che continuerà quando saremo morti."

 

Maria Rosaria Vitalone consiglia questa lettura anche per il linguaggio che l'autore usa. Vi è la presenza del linguaggio parlato, si direbbe il lessico famigliare, che rende il tutto molto reale e più diretto.


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